• Voglio cambiare nome
  • Dignitas
  • Cosa ci dobbiamo aspettare
  • Un'altra politica. Un'altra economia
  • Voglio cambiare nome
    di Salvatore Esposito 
    La dinamica dei rapporti fra mondo della Pubblica Amministrazione, della Imprenditoria Privata e del Terzo Settore si è evoluta nel tempo a seconda delle fasi storiche dei processi economici legati alla espansione o alla riduzione dei consumi e dei servizi. La quantità e la qualità delle scelte di programmazione strategiche e degli investimenti ha sempre risentito del peso della partecipazione democratica dei movimenti di massa e delle Comunità, dei modelli organizzativi e burocratici dello Stato e, non ultimi per importanza, della dinamica dei processi finanziari sottesi al modello di sviluppo.
    Approfondisci

  • Dignitas
    di Giuseppe De Marzo 
    Non possiamo più girarci intorno. Il conflitto in atto da dieci anni sta modificando assetti politici, culturali, economici, giuridici e relazionali, ma continua abilmente a tenere nascosta la vera posta in gioco, la domanda di fondo, per certi versi indicibile: il diritto all’esistenza va garantito a tutti e tutte? Quando un sistema economico e di regole non garantisce più i diritti di un terzo dei suoi cittadini e ne mette a rischio altrettanti, come avviene nel nostro paese, è evidente che non si pone più come obiettivo quello di garantire a tutti il diritto all’esistenza.
    Approfondisci

  • Cosa ci dobbiamo aspettare
    di Paolo Cacciari 
    Parto da me. Confesso un doppio, contradditorio, stato d’animo post-elettorale. Da una parte una allegra – al limite dell’incoscienza – compiacenza per la caduta di un sistema di governo partitico tanto arrogante, quanto opaco e inetto. Dall’altra, una inquietudine profonda per l’emergere di forze politiche che non hanno nelle loro corde culturali una idea di democrazia piena, progressiva, inclusiva, insorgente.
    Approfondisci

  • Un’altra politica. Un’altra economia
    di Marco Deriu 
    Nel suo ultimo libro L'economia è cura, Ina Praetorius sottolinea che il ripensamento dell’economia nasce da una diversa ricomprensione dell’essere umano. A questo proposito vorrei domandarmi qual è la connessione tra l’esperienza dei movimenti che si occupano di reddito di base incondizionato, di decrescita, di economia solidale e il nostro essere uomini e donne, il modo in cui organizziamo le nostre vite?
    Approfondisci

  • L''economia è cura di Ina Praetorius
  • L'economia è Cura di Ina Praetorius
    Edizione italiana a cura di Adriana Maestro per la IOD edizioni
    Oggi il tema della cura è diventato un tema molto frequentato, grazie soprattutto a una parte del pensiero femminista che ci ha lavorato assiduamente in questi anni, ponendolo al centro delle proprie riflessioni. Si parla ormai abbastanza comunemente di cura, di lavori di cura, dell’economia della cura, anche con tutte le trappole che questi termini e questi temi comportano. La proposta che qui però la Praetorius chiaramente ci fa è di considerare la cura come il centro stesso, l’oggetto precipuo dell’economia e non come un settore specifico di essa che chiede riconoscimento senza, con questo, mettere sostanzialmente in discussione il concetto di economia come oggi viene comunemente accettato.
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  • Dignitas
  • Cosa ci dobbiamo aspettare
  • Un'altra politica. Un'altra economia
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    di Salvatore Esposito 
    La dinamica dei rapporti fra mondo della Pubblica Amministrazione, della Imprenditoria Privata e del Terzo Settore si è evoluta nel tempo a seconda delle fasi storiche dei processi economici legati alla espansione o alla riduzione dei consumi e dei servizi. La quantità e la qualità delle scelte di programmazione strategiche e degli investimenti ha sempre risentito del peso della partecipazione democratica dei movimenti di massa e delle Comunità, dei modelli organizzativi e burocratici dello Stato e, non ultimi per importanza, della dinamica dei processi finanziari sottesi al modello di sviluppo.
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    di Giuseppe De Marzo 
    Non possiamo più girarci intorno. Il conflitto in atto da dieci anni sta modificando assetti politici, culturali, economici, giuridici e relazionali, ma continua abilmente a tenere nascosta la vera posta in gioco, la domanda di fondo, per certi versi indicibile: il diritto all’esistenza va garantito a tutti e tutte? Quando un sistema economico e di regole non garantisce più i diritti di un terzo dei suoi cittadini e ne mette a rischio altrettanti, come avviene nel nostro paese, è evidente che non si pone più come obiettivo quello di garantire a tutti il diritto all’esistenza.
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  • Cosa ci dobbiamo aspettare
    di Paolo Cacciari 
    Parto da me. Confesso un doppio, contradditorio, stato d’animo post-elettorale. Da una parte una allegra – al limite dell’incoscienza – compiacenza per la caduta di un sistema di governo partitico tanto arrogante, quanto opaco e inetto. Dall’altra, una inquietudine profonda per l’emergere di forze politiche che non hanno nelle loro corde culturali una idea di democrazia piena, progressiva, inclusiva, insorgente.
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  • Un’altra politica. Un’altra economia
    di Marco Deriu 
    Nel suo ultimo libro L'economia è cura, Ina Praetorius sottolinea che il ripensamento dell’economia nasce da una diversa ricomprensione dell’essere umano. A questo proposito vorrei domandarmi qual è la connessione tra l’esperienza dei movimenti che si occupano di reddito di base incondizionato, di decrescita, di economia solidale e il nostro essere uomini e donne, il modo in cui organizziamo le nostre vite?
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  • L''economia è cura di Ina Praetorius
  • L'economia è Cura di Ina Praetorius
    Edizione italiana a cura di Adriana Maestro per la IOD edizioni
    Oggi il tema della cura è diventato un tema molto frequentato, grazie soprattutto a una parte del pensiero femminista che ci ha lavorato assiduamente in questi anni, ponendolo al centro delle proprie riflessioni. Si parla ormai abbastanza comunemente di cura, di lavori di cura, dell’economia della cura, anche con tutte le trappole che questi termini e questi temi comportano. La proposta che qui però la Praetorius chiaramente ci fa è di considerare la cura come il centro stesso, l’oggetto precipuo dell’economia e non come un settore specifico di essa che chiede riconoscimento senza, con questo, mettere sostanzialmente in discussione il concetto di economia come oggi viene comunemente accettato.
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