Chi siamo 

Tutto cominciò nel ’79 del secolo scorso. «Sostenuto da convincimenti di speranza ciascuno assolva con coraggio il proprio compito» diceva Papa Wojtyla nella sua visita a Napoli. Padre Santucci insegnava, allora, in una scuola della borghesia napoletana da dove, però, poteva vedere gli “scugnizzi” che incominciavano a delinquere e a perdersi nell’eroina per i vicoli dei “quartieri spagnoli”. Ebbe il coraggio di andar via e trovò una fabbrica di cartucce dismessa a Somma Vesuviana, sotto un maestoso pioppo. Lì fondò la Comunità.

Nacque un’esperienza particolare, controcorrente in quel tempo: si contrastava l’ideologia del “rinchiudere” e del “punire”; il pensiero critico e la relazione erano già la traccia che si scriveva, ogni giorno, su percorsi di responsabilità e autocoscienza. Grazie a un gruppo di giovani che, come il prete, volevano solo cambiare il mondo e, senza ancora saperlo, acciuffare la luna.

 

 

 

 

 

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