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Arte, non prigione
di Angela Vitaliano

“Arte, non prigione”. Potrebbe essere questo il motto per riassumere la straordinaria attività svolta dall’organizzazione Young New Yorkers, impegnata nell’offrire un’alternativa alla pena prevista per i reati minori dei giovani di 16 e 17 anni, che nello stato di New York (così come in North Carolina) sono perseguiti come adulti. Non è raro infatti che, soprattutto nei quartieri con un alto indice di povertà, i giovani possano essere fermati ripetutamente dalla polizia trovandosi così, ancora minorenni, a subire condanne anche severe che prevedono generalmente la reclusione o l’affidamento ai servizi sociali.

E le violazioni possono essere davvero minime all’inizio, come disegnare un graffito, o scavalcare i tornelli della metropolitana per accedere ai treni senza biglietto, o bere una birra; solo che i poliziotti, se non ci sono precedenti, ti rilasciano immediatamente; in caso contrario, quindi dopo un paio di fermi, scatta invece l’arresto e la decisione passa al giudice.

E qui subentra Young New Yorkers. L’organizzazione, in accordo con il sistema giudiziario dello stato, ha la possibilità di offrire un’alternativa che prevede un periodo di tempo più o meno lungo in cui si viene messi a contatto con il mondo dell’arte e dunque con l’opportunità di esprimere sé stessi e, in qualche modo, di lavorare sulle proprie difficoltà emozionali. «I ragazzi – spiega Rachel Barnard, fondatrice del progetto – hanno la possibilità di partecipare alle nostre attività per un giorno e fino a otto settimane e spesso questa esperienza diventa davvero trasformativa». La cosa che inizialmente spinge i giovani ad accettare il programma alternativo alla sentenza di condanna è proprio la possibilità di evitare la prigione e la consapevolezza che, a completamento del programma, il giudice potrà chiudere il caso ed evitare che ne resti traccia, negli anni, sulla fedina penale.

Il programma è strutturato, normalmente, in lezioni quotidiane di circa tre ore, pensate con l’obiettivo di affrontare temi precisi come la comunità, la possibilità di scegliere, la responsabilità e la leadership. Ciascun partecipante esplora questi temi, non in maniera singola, ma in un confronto continuo con gli altri partecipanti e attraverso una serie di esercitazioni che utilizzano la fotografia, i video, l’illustrazione e il design. La conclusione del programma viene poi celebrata con un’esposizione di tutte le opere realizzate dai ragazzi e di quelle messe a disposizione da artisti famosi. Le opere, vendute durante un’asta silenziosa, aiutano l’associazione a continuare nel proprio impegno. Young New Yorkers ha aiutato finora oltre 7000 giovani a evitare la prigione e, spesso, a ritrovare la voglia di proseguire gli studi o di accettare sfide nuove.

 

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